About Adam
(2000), di Gerard
Stembridge
di Susanna Pellis
Lucy
Owens, cameriera e cantante di un locale di Temple Bar, il quartiere degli
artisti a Dublino, non si è lasciata alle spalle nemmeno una relazione amorosa
che non meritasse di essere interrotta. Tutto cambia quando conosce Adam: pieno
di attenzioni e delicatezze, le sembra finalmente il ragazzo perfetto. Purtroppo
per lei, però, la pensa così anche il resto della famiglia: sua madre, che
stravede per Adam; le sue due sorelle, che lo incontrano di nascosto; perfino
suo fratello, che ne rimane pericolosamente affascinato. Adam si insinua
malizioso nella vita degli Owens, ma non c’è dubbio che sta dando a tutti loro
esattamente ciò che vogliono.
Dopo l’aspro Guiltrip -
La colpa (1995), cronaca di un’oppressione fisica e mentale sotto forma di
matrimonio, About Adam conferma tutto il talento corrosivo di Gerard Stembridge,
quarantaduenne di Limerick, autore e regista non solo di cinema.
Commedia (anti)romantica, divertente e amorale, felicemente mossa attraverso
più piani cronologici da una struttura snodata, che mette in scena prospettive
differenti degli stessi eventi, visti ogni volta da un personaggio diverso.
Sono i personaggi a dettare
anche le atmosfere e i luoghi del film, a seconda che si tratti di Lucy,
spumeggiante ma ingenua (una radiosa Kate Hudson, appena vista in Quasi
famosi), che si conquista nel modo e nel posto più banale, fiori e weekend
romantici appena fuori città; o della più problematica Laura (l’australiana Frances
O’Connor, da Mansfield Park), costretta dalla scappatella ad
abbandonare le proprie certezze intellettuali e il riparo delle biblioteche per
un inaspettato bagno di vita e di pioggia; o infine di Alice, la sorella più
adulta e sofisticata (e anche l’attrice più interessante, l’irlandese Charlotte
Bradley) con un matrimonio freddo e fallito dentro un appartamento elegante,
dove non sembra mancare nulla ma ogni finestra è affacciata sul buio.
Ciascuna
di loro conosce un diverso Adam (lui è Stuart Townsend, nato nei pressi
di Dublino e attore per caso) e un diverso tipo d’amore, per questo il film
non è ‘su Adam’, ma sulle persone che lo incontrano e che
credono, o vogliono credere, alle storie che racconta. E per questo forse Adam,
piacente e gentile, sempre pronto a soddisfare tutti con quel suo insopportabile
sorriso e l’aria di non pensare mai a se stesso, esiste solo nei loro
desideri, o non esiste affatto.
Gerard Stembridge
ha
un senso sicuro della drammaturgia, ne conosce alla perfezione i tempi e gli
artifici; come altri suoi colleghi delle generazioni più recenti (Paddy
Breathnach de I dilettanti, Damien O’Donnell di East is
East), non è un cineasta irlandese nel senso più angusto del
termine: intanto perché mostra mano felice in un genere come la commedia, che
non ha grossa tradizione nel cinema del paese; e poi perché l’Irlanda non la
nomina mai, e adopera Dublino - pur riconoscibilissima – solo come sfondo su
cui far muovere una famiglia benestante, che in realtà potrebbe vivere ovunque
(come è evidente dal fatto che non ha nessuno degli scrupoli morali di origine
cattolica).
Nonostante il tono
disimpegnato dell’intera vicenda, la vena caustica di Stembridge tira
infatti a un bersaglio più alto: non Adam, né gli Owens, ma ciò che
rappresentano, la middle class, messa sullo schermo insieme ai suoi
orrori con impietosa lucidità. Conciliante, ma falsamente lieto, nemmeno il
finale le darà scampo.
(11/11/2000)
About Adam
Titolo originale About Adam
Regia Gerard Stembridge
sceneggiatura Gerard Stembridge
fotografia Bruno de Keyzer
montaggio Mary Finlay
musiche Adrian Johnston
scenografia Fiona Daly
costumi Eimer Ni Mhaoldomhnaigh
interpreti
Stuart Townsend (Adam)
Frances O’Connor (Laura)
Charlotte Bradley (Alice)
Kate Hudson (Lucy)
Alan Maheer (David)
Brendan Dempsey (Martin)
Cathleen Bradley (Karen)
Rosaleen Linehan (Peggy)
Tommy Tiernan (Simon)
Roger Gregg (professor McCormick)
prodotto da Anna Devlin, Marina Hughes
produzione Venus Productions, in associazione con Irish Film Board, Hal Films e BBC
distribuzione Buena Vista, Miramax
durata 102'
Origine Irlanda, Gb, 2000
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