di Paola Galgani
A casa con i suoi
affronta un tema che rappresenta un serio problema sociale per molti paesi (in
testa a tutti l’Italia), e di cui il cinema europeo sembra essersi accorto da
diversi anni, un esempio fra tutti il francese Tanguy (2001) di Etienne
Chatiliez. Ultimamente, la figura del trentacinque-quarantenne insicuro che vive
ancora dai suoi ha iniziato ad affacciarsi anche nelle produzioni americane,
come in
40 anni vergine
(sebbene in quel caso il protagonista aveva, stranamente, una casa propria);
segno, non promettente, di una migrazione del fenomeno oltreoceano. In quella
situazione, ingloriosa ma comoda, si trova Tripp, che vive tranquillo a casa di
papà e mamma, che ogni mattina gli prepara manicaretti mentre lui, quando non
vende barche di lusso, passa il tempo in giochi di società (guerre virtuali,
free climbing, mountain bike) con gli amici del cuore, altrettanto mammoni. I
genitori, per disperazione, si rivolgono alla professionista di un curioso
settore in espansione, Paula, che ha il compito di farlo innamorare, spingendolo
così fuori di casa; però, tra le interferenze degli amici e inattese
rivelazioni, non tutto andrà come nei piani…
Cosa spinge un ultratrentenne (a parte il caso limite della necessità economica)
a rimanere tra le mura domestiche? Secondo Paula è l’insicurezza, che lei aiuta
prontamente a superare ridando fiducia in sé grazie all’innamoramento. Ma lo
scopo di A casa con i suoi non è fornire delle risposte o fare un’analisi
sociale, bensì utilizzare il tema esclusivamente come sfondo per la parte
romantica della storia, ottenendo una commedia di stampo classico in cui già
dall’inizio lo spettatore sa dove si andrà a parare. Ovviamente, non può mancare
l’accento moralistico: sia Tripp che Paula non sono poi così disincantati, ma,
piuttosto, hanno paura dell’amore, e ne
diventano consapevoli solo
incontrandosi. Pur ricordando lavori analoghi come
Prima o poi me lo sposo (1998) e Come farsi lasciare in 10 giorni
(2003)
, peraltro
con lo stesso
protagonista, il film ha comunque
il merito di sdoganare un tema nuovo che sicuramente ritroveremo. Efficace
dunque nel dare allo spettatore ciò che si aspetta, compreso un deludente e
scontato finale in stile Grande fratello, è apprezzabile per alcuni
spunti comici (quelli più esilaranti si ispirano ai fratelli Farrelly)
nelle parti secondarie dell’intreccio, ricche di dialoghi al vetriolo e
originali come l’esilarante sequenza della caccia al tordo, in cui si può
leggere la critica alla facilità nella vendita delle armi negli Stati Uniti.
Tom Dey, regista di
Pallottole cinesi (2000) e Showtime (2002), gioca dignitosamente ma
in modo convenzionale le sue carte, insistendo su primissimi piani poco
giustificati dalle interpretazioni non proprio intense dei protagonisti. Buono
l’uso della colonna sonora, che dà il giusto sprint al ritmo.
L’attore Matthew McCounaghey, eletto in America alternativamente “l’uomo
più sexy del mondo” e “il fidanzatino d’America” per le sue commedie romantiche
(pur avendo lavorato con registi del calibro di
Spielberg, Zemeckis, Schumacher e Ron Howard), non smentisce la sua fama
con un’interpretazione misurata, forse timoroso di sembrare troppo frizzante per
il ruolo. Sarah Jessica Parker ricorda troppo, nelle movenze e nel modo
di fare, il personaggio che l’ha resa famosa in
Sex and the City, mentre la più convincente è senz’altro Zooey
Deschanel, molto conosciuta in America e da noi nota per Almost Famous
(2000), credibile nei panni di un’amica bizzarra, lunatica e sarcastica della
protagonista. Infine, a interpretare i genitori di Tripp, il divertente
giocatore di football Terry Bradshaw e Kathy Bates, attrice
vincitrice di un Oscar, bravissima nel portare sullo schermo le crisi e le
tenerezze di una coppia di mezza età.
(27/03/2006)
A casa con i suoi
Titolo originale Failure to Launch
Regia Tom Dey
soggetto Tom J. Astle, Matt Ember
sceneggiatura Tom J. Astle, Matt Ember
fotografia Claudio Miranda
montaggio Steven Rosenblum, ace
scenografia Jeremy Conway
costumi Ellen Mirojnick’s
musiche originali Rolfe Kent
interpreti
Matthew McCounaghey (Tripp)
Sarah Jessica Parker (Paula)
Zooey Deschanel (Kit)
Justin Bartha (Ace)
Bradley Cooper (Demo)
Terry Bradshaw (Al)
Kathy Bates (Sue)
prodotto da Scott Rudin, Scott Aversano
produzione Paramount Pictures
distribuzione UIP
durata 97′
Origine Usa, 2006
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