Adanggaman (2000), di Roger Gnoan M’Bala

 

di Serena Valeri

Nella storia africana il diciassettesimo secolo è stato uno dei più drammatici. Il cinema, da parte sua, ha spesso offerto al suo pubblico degli scorci di verità, ma il punto di vista era per lo più quello occidentale. Adanggaman, presentato alla 57a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è un film importante, e molto originale è la trattazione del soggetto di fondo, ossia lo schiavismo. Girato in Africa occidentale, nella zona, appunto, che verrà chiamata Costa degli Schiavi, il film  narra delle vicende del giovane Ossei. Figlio del capo del villaggio, il giovane non può sposare una donna qualunque, tanto meno la schiava che ama, così scappa svincolandosi dalla tradizione e dalla tirannia del padre. 

In quella stessa notte di fuga, Ossei torna nel villaggio che è stato completamente distrutto per mano delle guerriere amazzoni del potente tiranno Adanggaman. I sopravvissuti sono fatti prigionieri per poi essere venduti o sfruttati. Ossei, che riesce a sfuggire alle violente amazzoni, non può tollerare la prigionia e le violenze imposte a sua madre Mo Akassi (donna saggia e voce del regista, che fa il punto sulla sete di potere e  sulla violenza della tirannia di Adanggaman), così decide di offrire la sua libertà in favore della madre: verrà sbeffeggiato, trattato da illuso e sognatore, quindi fatto prigioniero. I legami di sangue, più forti del dovere, e le crude parole di Adanggaman sveglieranno la coscienza a una delle amazzoni. Ossei, reso libero per mano di questa, troverà la libertà e l’amore, per poi perderli ancora.  Piena di simbologie e rimandi interni, la pellicola ha una costruzione limpida e precisa, che riesce  quasi a narrare tre storie, diverse e analoghe: la schiavitù di un uomo, di un villaggio e di un intero popolo, ma anche la crudeltà dei mercanti di schiavi e quella ancora più grande di Adanggaman. Considerato tra i maggiori registi africani Roger Gnoam M’Bala è, con questo film, al suo quinto lungometraggio, anche se alle spalle ha una esperienza trentennale.

(12/12/2000))

 

 

Adanggaman

 

 

Regia Roger Gnoan M’Bala

Soggetto e sceneggiatura Jean-Marie Adiaffi, Roger Gnoan M’Bala, Bertin Akaffou

Fotografia Mohammed Soudani

Montaggio Monika Groux

Musica Lokua Kanza

Scenografia Jean-Baptiste Lerro

Costumi Aissatou Traorè

 

Interpreti

Rasmane Ouedraogo (Adanggaman)

Ziablè Honorè Goore Bi (Ossei)

Alberatine N’Guessan (Mo Akassi)

 

Prodotto da Tiziana Soudani

Produzione IMTM Films, Renardes Prod (Francia), Amka Films Productions (Svizzera), Abyssa Film (Costa d’Avorio), Direction Nazionale de la Cinématographie (Burkina Faso)

Distribuzione Istituto Luce

Durata 90'

Origine Costa d’Avorio, 2000

 

 

 

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