After the Sunset (2004), di Brett Ratner

 

di Silvia Spernanzoni

Giudicato troppo vecchio (e troppo esoso, pare) per vestire ancora gli abiti di James Bond, in After the Sunset Pierce Brosnan dimostra sicuramente che a cinquantadue anni è ancora in gran forma, ma che gli propongono dei soggetti decisamente scarsi.
Non brillando per espressività (e infatti come James Bond non sfigurava), si riteneva almeno dovesse scegliere commedie brillanti (come la recente Laws of Attraction) approfittando del bell’aspetto, o dignitose spy-story come Il sarto di Panama, per accontentare coloro che lo identificano come Bond.
Invece, ci si trova davanti a un genere misto, quasi sicuramente una commedia nelle intenzioni degli autori, in cui Brosnan interpreta il suo primo personaggio, quello che gli diede la popolarità: Remington Steele, il ladro di diamanti dell’omonima serie conosciuta in Italia come Mai dire sì.

Il plot narra la storia di una coppia di ladri di diamanti (Brosnan e Salma Hayek) che si ritira alle Bahamas in pensione, dopo aver realizzato l’ultimo colpo e reso ridicolo l’agente Stan, deputato alla scorta dei gioielli. Questo è l’inizio, forse una decina di minuti, e anche se il trucco della Hayek è volutamente non perfetto, è la cosa migliore di tutto il film, nonostante il fatto che siccome James Bond lo fa, anche Max avrà una macchina telecomandata da un cellulare. Compiuto il colpo, i due vivono ricchi e felici (e per farcelo capire l’espediente narrativo è mostrarceli mentre si amano più o meno come Morticia e Gomez Addams, baciandosi e abbracciandosi ogni volta sia possibile).

Vivono in una grande casa sul mare, preparando le rispettive promesse matrimoniali (o meglio: lei prepara le promesse matrimoniali, lui fa finta). Si annoiano entrambi: lei passa il tempo facendo sport e andando alle terme, lui legge e prende il sole e ha qualche contatto con la malavita locale.
L’agente Stan arriva alle Bahamas, convinto che i due stiano organizzando il furto del terzo diamante di Napoleone, che verrà esposto su una nave durante una crociera, e animato da voglia di rivalsa comincia a pedinarli, aiutato da un’agente locale ovviamente splendida e che ovviamente cederà al fascino del bell’agente Stan (Woody Harrelson, chiaramente a disagio). Ma complice il clima caldo, e il fatto che Max affitterà per Stan la suite dell’albergo più bello delle Bahamas, tra i ladri e la guardia comincia se non proprio un’amicizia, sicuramente una simpatia (assolutamente ingiustificata, considerando quanto si debbano detestare: e infatti l’unica giustificazione possibile c’è, ma è il finale del film e non si può rivelare).
Il colpo di scena finale non salva la storia, e non aggiunge niente, magari una spiegazione. Questo, di solito, fa temere un seguito.
Il regista e gli attori fanno onestamente il loro lavoro, ma è la storia a non avere nerbo; sono fastidiosi i continui riferimenti a James Bond, gli infiniti cliché, la vaga eco di Caccia al ladro (e Brosnan non ha il fascino di Cary Grant) e di Topkapi.

Il regista dei due Rush Hour non è migliorato, come si era sperato dopo Red Dragon (anche se lì era la storia a condurre il gioco, il libro a portare la gente al cinema, e c’era Ralph Fiennes come protagonista).
Quindi, After the Sunset è un prodotto ben confezionato (la fotografia di Dante Spinotti è bella e calda, e le Bahamas sono comunque fotogeniche) ma abbastanza noioso. Spicca tra tutti gli attori Woody Harrelson, che è sicuramente il migliore dei protagonisti, e che non può essere definito fuori parte perché nella sua carriera ha fatto veramente di tutto: da Cheers a Will&Grace a Natural Born Killers a Larry Flint. Per cui, non è fuori parte. Ma sprecato, sì.
Da notare la pesantezza dello sponsor: la marca dei telefonini, mai citata ma inquadrata appena possibile (tipo Manfredi con le sigarette, per capirci).

(12/04/2005)

 

 

After the Sunset

 

 

Titolo originale After the Sunset

Regia Brett Ratner

Soggetto Paul Zbyszewski

Sceneggiatura Paul Zbyszewski, Craig Rosenberg

Fotografia Dante Spinotti

Montaggio Mark Helfrich

Musiche originali Lalo Schifrin

Scenografia Geoffrey Kirkland

Costumi Rita Ryack

Suono Brian Basham

 

Interpreti

Pierce Brosnan (Max)

Salma Hayek (Lola)

Woody Harrelson (Stan)

 

Prodotto da Beau Flynn, Tripp Vinson, Jay Stern

Produzione Firm Films, Contrafilm, Rai Entertainment

Distribuzione New Line Cinema, 01

Durata 97'

Origine Usa, 2004

 

 

 

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