Against the Ropes (2004), di Charles S. Dutton

 

di Simone Carletti

Sono pochi i film americani che nel tempo sono stati dedicati al mondo del pugilato, e il più delle volte essi hanno assunto lo status di veri e propri classici del genere sportivo. Questa piccola premessa non serve per definire Against the Ropes il nuovo capolavoro sulla boxe: difatti esso non possiede la carica eversiva e lo stile elaborato di Toro scatenato né la capacità di coinvolgimento e la spettacolarità del primo Rocky né, tanto meno, la grandiosa virilità e la compattezza di Alì. Tuttavia, il film si distingue per due motivi: da un lato offre uno sguardo del dietro le quinte del ring, di un ambiente in cui si scontrano e convivono manager, allenatori, atleti e giornalisti; dall’altro, il punto di vista che adotta è femminile, quello di Jackie Kallen, una delle poche donne manager sportive di successo.
La contrapposizione tra la mascolinità dei pugili e l’accesa femminilità della protagonista, sempre stretta in mini-abiti tutti pizzi e scollature, è il tratto caratteristico di un film altrimenti banale e monocorde, in cui anche gli incontri sportivi sono ripresi con una totale mancanza di partecipazione e originalità. Meg Ryan, che dopo il parziale insuccesso di In the Cut prosegue il personale tentativo di scrollarsi di dosso l’asfissiante etichetta di attrice brillante, la perfetta ragazza della porta accanto di cui innamorarsi follemente (categoria  cui tra l’altro non appartiene più per limiti d’età), cerca come può di sostenere un racconto dalla struttura esile come un grissino, senza riuscire però a evitare del tutto il campionario di espressioni buffe, mossette e ammiccamenti che l’ha resa famosa. Indubbiamente, con l’avanzare dell’età l’attrice ha guadagnato in fascino e credibilità, ma è evidente che il ruolo dell’ambiziosa manager senza scrupoli non è nelle sue corde. Ma, come in ogni opera che segna il passaggio dietro la macchina da presa di un attore, è proprio la recitazione l’aspetto maggiormente curato e riuscito. Il cast interrazziale vede riuniti insieme, oltre al giovane Omar Epps nella parte del campione di pugilato proveniente dalla strada, l’ottimo caratterista Tony Shalhoub e lo stesso regista Charles S. Dutton, che per sé si è tenuto sicuramente il ruolo più affascinante e simpatico, quello dell’ex allenatore ritiratosi da tempo e convinto dall’intraprendente Jackie a ricominciare a preparare pugili.
A livello tecnico Against the Ropes non possiede elementi di rilievo: la fotografia risulta piatta e priva di calore, la musica invasiva e troppo melodrammatica, per non parlare dei costumi imposti a Meg Ryan, decisamente di cattivo gusto.

(02/07/2004)

 

 

Against the Ropes

 

 

Regia: Charles S. Dutton

Sceneggiatura: Cheryl Edwards

Fotografia: Jack Green

Montaggio: Eric L. Beason

Musiche originali: Michael Kamen

Scenografia: Sandra Kybartas

Costumi: Ruth Carter

 

Interpreti:

Meg Ryan (Jackie Kallen)

Omar Epps (Luther Shaw)

Tony Shalhoub (Sam LaRocca)

Tim Daly (Gavin Reese)

Kerry Washington (Renee)

Joe Cortese (Irving Abel)

Charles S. Dutton (Felix Reynolds)

 

Prodotto da: Robert W. Cort, David Madden

Produzione: Cort/Madden

Distribuzione: UIP

Durata: 109'

Origine Usa, 2004

 

 

 

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