Agata e la tempesta (2004), di Silvio Soldini

 

di Paola Galgani

Un’altra commedia per il regista di Pane e tulipani, con la stessa protagonista, Licia Maglietta, con alcuni tra gli stessi attori come Marina Massironi e Giuseppe Battiston, e con la stessa leggerezza di stile. Per il resto, però, sono parecchie le differenze, prima di tutte che questa è una commedia corale. Tre sono infatti i personaggi principali: Agata, appassionata libraia genovese, suo fratello Gustavo, taciturno architetto di livello internazionale, e Romeo, romagnolo verace che macina chilometri con la sua macchinona nella pianura padana per vendere stravaganti capi di abbigliamento ultra-kitsch. Ognuno di loro, tutto preso dal condurre intensamente la propria esistenza, ignora, almeno fino a un certo momento, il destino comune che alla fine li unirà stabilmente.

Agata, pecora nera di una famiglia altoborghese, è una donna vitale pienamente padrona della propria vita, fatta di un passato movimentato da amori e viaggi, e di un presente vissuto attraverso gli amati libri. Con la sua energia è sempre il fulcro di chi le sta intorno, la collega, il giovane amante, e soprattutto il fratello minore, Gustavo, di cui è unica confidente. Così è anche la prima a sapere quando questi riceve una notizia sconvolgente dallo sconosciuto Romeo, che sostiene di essere suo fratello. Gustavo entra comprensibilmente in una profonda crisi esistenziale coinvolgendo la moglie, nota psicologa di coppia da salotti televisivi (una divertente Marina Massironi). Anche Agata è agitata e scopre di avere accumulato tanta energia da riuscire a far saltare le lampadine, fino a provocare gravi incidenti stradali.

Equivoci surreali, incontri inattesi, progetti in comune, drammi di ogni tipo si rincorrono fino all’epilogo che consisterà nella creazione di una nuova, vera, famiglia e nel recupero da parte dei personaggi della propria identità, di ideali dimenticati, della propria forza nascosta.
È un film sul destino? Secondo il regista no, piuttosto, sostiene, sulla capacità personale di cambiamento di fronte alle difficoltà, al posto della chiusura nel proprio dolore. I personaggi sono sempre un po’ in bilico tra il realistico e il grottesco, contraddittori ma umani, e presentati con leggerezza e originalità.
L’idea del titolo viene da un verso di una poesia della Merini, che parlava di “scatenar tempesta”; ma perché proprio Agata e non gli altri due protagonisti, che in fondo sono i principali? Perché è lei il centro della storia, il personaggio forte, che riesce a far amare la letteratura perfino a chi non aveva mai letto un libro, e che alla fine viene attratta con il fratello nell’orbita esistenziale di Romeo. Oltre a lei, ci viene presentata una galleria di personaggi convincenti, simpatici e bizzarri, valorizzati da dialoghi originali e divertenti. La fotografia ha lo scopo di contribuire alla creazione di un mondo surreale, com’è d’altronde tutta la storia, in cui i colori accesissimi e vitali riescono bene nel loro compito di caratterizzare diversamente ogni figura nel proprio ambiente, diventando anche simbolo evidente dei decisivi cambiamenti delle loro vite.

(29/02/2004)

 

 

Agata e la tempesta

 

 

Regia Silvio Soldini

Soggetto Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini

Sceneggiatura Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini

Fotografia Arnaldo Catinari

Montaggio Carlotta Cristiani

Musiche originali Giovanni Venosta

Scenografia Paola Bizzarri

Costumi Silvia Nebiolo

Suono Francois Musy

 

Interpreti

Licia Maglietta (Agata)

Giuseppe Battiston (Romeo)

Emilio Solfrizzi (Gustavo)

Claudio Santamaria (Nico)

Marina Massironi (Ines)

Giselda Volodi (Maria Libera)

Monica Nappo (Daria)

Ann Eleonora Jorgensen (Pernille Margarethe Kierkegaard)

Remo Remoti (Generoso)

 

Prodotto da Luigi Musini, Roberto Cicutto, Tiziana Soudani

Produzione Albachiara, TSI, Amka Films, Mercury Film Productions

Distribuzione Mikado Film

Durata 118'

Origine Italia 2004

 

 

 

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