di Paola Galgani
Un’altra
commedia per il regista di Pane e tulipani,
con la stessa protagonista, Licia
Maglietta, con alcuni tra gli stessi attori come Marina
Massironi e Giuseppe Battiston, e con la stessa leggerezza di stile. Per
il resto, però, sono parecchie le differenze, prima di tutte che questa è una
commedia corale. Tre sono infatti i personaggi
principali: Agata, appassionata libraia genovese, suo fratello Gustavo,
taciturno architetto di livello internazionale, e Romeo, romagnolo verace che
macina chilometri con la sua macchinona nella pianura padana per vendere
stravaganti capi di abbigliamento ultra-kitsch. Ognuno di loro, tutto preso dal
condurre intensamente la propria esistenza, ignora, almeno fino a un certo
momento, il destino comune che alla fine li unirà stabilmente.
Agata, pecora nera di una famiglia altoborghese, è una donna vitale pienamente padrona della propria vita, fatta di un passato movimentato da amori e viaggi, e di un presente vissuto attraverso gli amati libri. Con la sua energia è sempre il fulcro di chi le sta intorno, la collega, il giovane amante, e soprattutto il fratello minore, Gustavo, di cui è unica confidente. Così è anche la prima a sapere quando questi riceve una notizia sconvolgente dallo sconosciuto Romeo, che sostiene di essere suo fratello. Gustavo entra comprensibilmente in una profonda crisi esistenziale coinvolgendo la moglie, nota psicologa di coppia da salotti televisivi (una divertente Marina Massironi). Anche Agata è agitata e scopre di avere accumulato tanta energia da riuscire a far saltare le lampadine, fino a provocare gravi incidenti stradali.
Equivoci surreali, incontri inattesi, progetti in comune, drammi di ogni tipo si
rincorrono fino all’epilogo che consisterà nella creazione di una nuova,
vera, famiglia e nel recupero da parte dei personaggi della propria identità,
di ideali dimenticati, della propria forza nascosta.
È un film sul destino? Secondo il regista no, piuttosto, sostiene, sulla
capacità personale di cambiamento di fronte alle difficoltà, al posto della
chiusura nel proprio dolore. I personaggi sono sempre un po’ in bilico tra il
realistico e il grottesco, contraddittori ma umani, e presentati con leggerezza
e originalità.
L’idea del titolo viene da un verso di una poesia della Merini,
che parlava di “scatenar tempesta”; ma perché proprio Agata e non gli altri
due protagonisti, che in fondo sono i principali? Perché è lei il centro della
storia, il personaggio forte, che riesce a far amare la letteratura perfino a
chi non aveva mai letto un libro, e che alla fine viene attratta con il fratello
nell’orbita esistenziale di Romeo. Oltre a lei, ci viene presentata una
galleria di personaggi convincenti, simpatici e bizzarri, valorizzati da
dialoghi originali e divertenti. La fotografia ha lo scopo di contribuire alla
creazione di un mondo surreale, com’è d’altronde tutta la storia, in cui i
colori accesissimi e vitali riescono bene nel loro compito di caratterizzare
diversamente ogni figura nel proprio ambiente, diventando anche simbolo evidente
dei decisivi cambiamenti delle loro vite.
(29/02/2004)
Agata e la tempesta
Regia Silvio Soldini
Soggetto Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini
Sceneggiatura Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini
Fotografia Arnaldo Catinari
Montaggio Carlotta Cristiani
Musiche originali Giovanni Venosta
Scenografia Paola Bizzarri
Costumi Silvia Nebiolo
Suono Francois Musy
Interpreti
Licia Maglietta (Agata)
Giuseppe Battiston (Romeo)
Emilio Solfrizzi (Gustavo)
Claudio Santamaria (Nico)
Marina Massironi (Ines)
Giselda Volodi (Maria Libera)
Monica Nappo (Daria)
Ann Eleonora Jorgensen (Pernille Margarethe Kierkegaard)
Remo Remoti (Generoso)
Prodotto da Luigi Musini, Roberto Cicutto, Tiziana Soudani
Produzione Albachiara, TSI, Amka Films, Mercury Film Productions
Distribuzione Mikado Film
Durata 118'
Origine Italia 2004
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