Agnes
e i suoi fratelli (2004), di
Oskar
Röihler
di Paola Galgani
Werner, Hans-Jorg e Martin sono tre fratelli tedeschi con delle forti nevrosi. Werner ha ottenuto successo solo nella sfera professionale: è infatti un politico noto, a costo però di una vita privata lacerante. La moglie vuole lasciarlo ma senza rinunciare al lusso di cui è circondata, il figlio adolescente non lo sopporta e lui sogna di travolgere tutti con un tagliaerba: alla fine diventerà la vittima, e sarà prepotentemente cacciato di casa. Hans-Jorg, più giovane, è un accanito voyeur che, quando non è impegnato in frustranti riunioni dei sessodipendenti anonimi, passa le serate a guardare film porno in televisione. Il suo chiodo fisso sono però le prevalenti frequentatrici della biblioteca in cui lavora: giovanissime ragazze dai lunghi capelli e dalle lunghe gambe. Quando viene scoperto e cacciato in malo modo, capisce che la sua vera aspirazione è entrare nel mondo del porno, ed effettivamente in quell’ambito non mancherà il successo, almeno in campo sentimentale. Trova infatti l’amore in una porno-diva dal cuore tenero, ma nel momento più sbagliato: il giorno stesso cioè in cui aveva appena compiuto un gesto estremo verso il padre (un anziano hippy alcolizzato), che riteneva responsabile, a torto o a ragione, di violenze sessuali durante la sua infanzia.
Martin fra i tre è quello che ha preso la decisione più estrema: ha cambiato
sesso e nome diventando Agnes, e vive facendo la ballerina nei locali notturni.
Qui non mancano incontri di ogni tipo, perfino con un ex amore divenuto
un personaggio famoso. Apparentemente a suo agio in un corpo femminile e in una
vita finalmente normale, in alcuni momenti vediamo tuttavia emergere tutta la
sua malinconia e la sua solitudine, fino al drammatico eppure pacato epilogo.
La funzione di Agnes all’interno della famiglia, o ciò che di essa rimane, è
quella riservata tradizionalmente all’elemento femminile: a lei spetta il
tentativo di riappacificare gli animi e di dimenticare il passato. Operazioni
per cui ormai è troppo tardi: l’infelicità a cui i tre tentano
disperatamente di porre rimedio nei modi più assurdi è troppo radicata in
loro, e se la porteranno sempre dietro come una maledizione. Causa di tutto è
la famiglia, contro cui il regista getta spietatamente i suoi strali con toni
molto duri, tradotti in un tipo di umorismo feroce, spiazzante e non sempre
facile da afferrare. Il risultato di questa durezza è che i personaggi restano piuttosto distanti da noi, a parte forse Agnes, che esplicita in
maniera più diretta la sua sofferenza.
Ma la critica più aspra è riservata alla società tedesca, che indirettamente
il regista non risparmia di tacciare di ipocrisia, disattenzione, violenza,
l’esatto contrario di quanto essa si sforza di mostrare nelle sue immagini
ufficiali.
Della medesima luce fredda è pregna la fotografia, che delinea con la stessa
astratta lucidità i lussi di una villa da favola e i lustrini degli squallidi
night che frequenta Agnes, egualmente pregni a loro modo di vuoto e di
malessere.
(21/10/2004)
Agnes e i suoi fratelli
Titolo originale Agnes und seine Brüder
Regia Oskar Röihler
Soggetto Oskar Roehler
Sceneggiatura Oskar Roehler
Fotografia Carl F.Koschnick
Montaggio Simone Hofmann
Musiche originali Martin Todsharow
Scenografia Sabine Rudolph
Costumi Lucia Faust
Interpreti
Moritz Bleibtreu (Hans-Jorg)
Matrin Weiss (Agnes)
Herbert Knaup (Werner)
Katja Riemann (Signe)
Prodotto da Stefan Arndt
Produzione XFilme Creative Pool, WDR Bayerisher Rundfund, Arte
Distribuzione Bavaria Film International
Durata 116'
Origine Germania, 2004
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