di Lucia Pandolci
“In
fondo al mar…”.
Nell’oceano esistono 3,7 trilioni di pesci, ma quanto è difficile trovarne
uno, uno solo? Molto. A dimostrarlo Marlin, un pesce pagliaccio
irritabile e lievemente nevrotico che si imbarca in un’avventura oceanica alla
ricerca del figlio, Nemo, trafugato da un sub e che ora vive in un piccolissimo
acquario in uno studio dentistico di Sidney. Insieme a una pesciolina svampita e
strampalata di nome Dory, sicuramente uno dei personaggi più riusciti del film,
Marlin affronterà mille pericoli (squali, meduse, balene, mostri degli abissi),
intraprendendo una missione quasi impossibile pur di riabbracciare il proprio
figliolo.
Dopo La sirenetta, la Disney si affida a una nuova avventura marina per
conquistare il pubblico di tutte le età, forte anche di un incasso, in America,
di trecentoquaranta milioni di dollari.
Grande merito di Alla ricerca di Nemo è d aver scelto tre doppiatori
eccellenti: Carla Signoris (Dory), Luca Zingaretti (Marlin),
Stefano Masciarelli (Scorza) che, con le loro voci, aiutano e migliorano
la piacevolezza di una storia che pur perseguendo il classico happy end ci
mostra alcune originalità.
La prima, forse la più importante, è che la figura maschile (papà Marlin) è
predominante se non centrale nella storia contro una tradizione disneyiana che
ha sempre visto la donna perno della vicenda.
Alla ricerca di Nemo
piacerà anche ai piccolissimi perché si ride di gusto grazie anche alla
presenza di Dory, amica, confidente e aiutante di Marlin, ma si rinuncia
giustamente all’ironia, caratteristica non adatta ai bambini (vedi il caso Shrek).
Dal punto di vista visivo il film rappresenta un traguardo sbalorditivo in
quanto si caratterizza per un’estetica
sia piacevole che innovativa. La
pellicola ha superato i nuovi confini dell’arte e della tecnologia
dell’animazione digitale con il suo incredibile mondo sottomarino popolato di
personaggi indimenticabili, sostenuta da una grandissima produzione americana,
la Pixar, che lo ha reso così perfetto e reale da far dimenticare presto che
non si tratta di pesci veri; una tale aderenza alla realtà rende il film un
capolavoro che rimarrà insuperabile per anni e di sicuro negli annali della
storia del cinema. Alla ricerca di Nemo è tanto bello da togliere il
respiro, ricco di realismo, emozioni e profondità di sentimenti.
La musica, firmata Newman, contrariamente agli altri film targati Disney, funge da semplice accompagnamento (nessuna canzoncina orecchiabile), questo a testimonianza che con una storia avvincente e originale non si ha bisogno di troppi orpelli per incollare il pubblico alla poltrona; Thomas Newman, grande artista candidato in passato a diversi Oscar, aggiunge un tocco di classe al film con una colonna sonora emozionante e raffinata considerata dagli autori un altro personaggio del film.
La Disney, come in tutte le sue favole, non rinuncia alla morale, semplice ma di
grande effetto e attualità: al centro del film il rapporto genitori/figli con
tutte le sue vicissitudini. Le avventure di Marlin e Nemo ci insegnano che non
bisogna mai tarpare le ali (le pinne, in questo caso!) a nessuno per non
rischiare di crescere figli insicuri. Bisogna lasciarli liberi di volare, o
nuotare, in alto, senza minimizzare le loro possibilità magari a causa di un
piccolo handicap (la pinna atrofica del piccolo Nemo), affinché questi
diventino uomini (e pesci).
È questa la lezione più importante e significativa della storia che, oltre a
far ridere di cuore, tocca nel profondo spingendo lo spettatore a riflettere un
po’ di più.
(24/11/2003)
Alla ricerca di Nemo
titolo originale Finding Nemo
regia Andrew Stanton
soggetto Andrew Stanton
sceneggiatura Andrew Stanton, Bob Peterson, David Reynolds
fotografia Sharon Calahan, Jeremy Lasky
montaggio David Ian Salter
musica Thomas Newman
scenografia Ralph Eggleston
prodotto da John Lasseter, Graham Walters, Jinko Gotoh
produzione Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
distribuzione Buena vista International Italia
durata 114′
origine Usa, 2003
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