Pirati
dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma
(Pirates of Caribbean: Dead Man’s Chest, Usa 2005)
Regia: Gore Verbinski; soggetto: Ted Elliott, Terry Rossio, Stuart Beattie, Jay Wolpert, tratto da La maledizione della prima luna della Walt Disney; sceneggiatura: Ted Elliott e Terry Rossio; fotografia: Dariusz Wolski, ASC; montaggio: Creig Wood, Stephen Rivkin, ACE; musiche originali: Hans Zimmer; scenografia: Rick Heinrichs; costumi: Penny Rose; suono: Christopher Boyes; interpreti: Johnny Depp (Jack Sparrow), Orlando Bloom (Will Turner), Keira Knightley (Elisabeth Swann); prodotto da: Jerry Bruckheimer; produzione: Walt Disney Pictures/ Jerry Bruckheimer Films; distribuzione: Buena Vista International; durata: 153′
Link: http://disney.go.com/disneypictures/pirates/
La ricerca del
forziere fantasma comincia dove finiva
La
maledizione della prima luna, e finisce dove inizierà il terzo
capitolo, già in lavorazione: Pirates of Caribbean: At the Worlds End,
la cui uscita è prevista nel 2007. Formula non nuova (Matrix
docet) e, contrariamente a quanto si possa pensare, vista l’attesa tra un
capitolo e l’altro, molto gradita al pubblico. Intanto, perché si evitano “monsters
movies” da quattro o cinque ore, ma soprattutto perché il pubblico di
appassionati si sente parte dell’avventura. Forse non ci si identifica con i
personaggi, e il tempo trascorso nel film e quello reale non coincidono (le
avventure sono consequenziali, l’uscita dei film no: tra La maledizione della
prima luna e questo sono passati due anni, ma solo poco tempo nel film, e si
fa fatica a riallacciarsi al discorso), ma ugualmente il processo di
fidelizzazione funziona, e chi non ha visto il primo della serie comprerà o
affitterà il dvd. Non si butta via niente, insomma. Del resto, il processo di
produzione e distribuzione di un blockbuster di questo tipo è affiancato da
strategie di marketing molto complesse, che vanno dal più piccolo gadget in
regalo nei fast food al DVD con inserti speciali. Del resto, il film è prodotto
da Jerry Bruckheimer, noto per non sbagliare mai un colpo. Ma La
maledizione del forziere fantasma non è solo un seguito, o un intermezzo, o
una macchina per fare soldi, è anche un film a sé stante, completo, nel quale
sono comprese tutte le spiegazioni di cui ha bisogno chi non ha visto il primo
film, dosate solo con un po’ troppa parsimonia. Ma in definitiva è un ottimo
prodotto. Una fiaba avventurosa, innanzitutto, nella quale convivono le storie
della filibusta e
Capitani coraggiosi, i “15 uomini sulla cassa del morto
e una bottiglia di rum” (la Dead Man’s Chest del titolo originale) e una
storia d’amore travagliata, il Kraken, mostro marino tirato fuori dagli abissi
della memoria per distruggere la Perla nera (le perle sono elementi essenziali
di ogni storia di pirati che si rispetti). E ci sono maledizioni, forzieri che
contengono cuori, promesse da marinaio, una bussola fatata, gli indigeni
cannibali, i duelli sul filo di sciabola, pescando a man bassa dal repertorio di
genere. Tutto questo si amalgama perfettamente con l’equipaggio dell’Olandese
Volante e gli effetti speciali: la storia scorre senza intoppi, ogni domanda ha
una risposta, e se non l’avrà in questo film, c’è sempre il prossimo. Una
macchina ben oliata, certamente, ma attenta ai dettagli, e con il valore
aggiunto dei personaggi, e degli attori che li interpretano.
Johnny Depp ha reso il Capitan
Sparrow una maschera completa, un vero filibustiere, falso e mentitore, privo di
morale, sporco e vestito di stracci, con il kajal, di cui si sa per certo che
mai farà la cosa giusta, come ammette spudoratamente, e che invece farà
di tutto
per arrivare al suo scopo. È credibile, certamente considerato l’ambito in cui
si muove, e finalmente fuori dal ruolo di attore maledetto. È, fuor di metafora,
un vero maledetto. Deve divertirsi moltissimo con la sua andatura sghemba che ha
riempito pagine e pagine di giornali con l’assillante domanda: “Jack Sparrow è
gay?” – alla quale il buon Depp rispondeva sempre con un’alzata di spalle e la
frase: “Non lo so, ma se anche fosse?”. Mentre tutti i veri marinai interpellati
dicevano che è il passo da marinaio, la polemica guadagnava ogni giorno nuovi
adepti. È il marketing, signori. Depp si diverte, e si vede, e con lui tutta la
ciurma di senza patria e senza famiglia che lo accompagnano per mare, minacciati
da maledizioni e dall’Olandese Volante, protetti da una strega che vive su una
palafitta, mentre l’amore tra Will ed Elisabeth deve ancora superare delle
prove, una delle quali decisamente curiosa. Splendide la fotografia e la
scenografia (la scena iniziale, quando la pioggia cade nelle tazze pronte per i
festeggiamenti per il matrimonio, è bellissima senza aver bisogno di effetti
speciali) come in particolare alcune scene, ad esempio quelle della ruota e
della gabbia fatta di ossa. Una bella favola, che non lascia allo spettatore il
tempo di rimuginare sulla vita reale. Cosa chiedere di più a una storia di
pirati, nata dalla costola di una giostra di Disneyland?
Silvia Spernanzoni, 12/09/2006